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TEAM PENNING - Tutto in 60 secondi

Una mandria di 30 vitelli, tre cavalieri (il team), un piccolo recinto (il pen); e soltanto 60 secondi per portarne tre dentro.
Questo è, in estrema sintesi, il succo del Team Penning.
Detto in questa modo sembra semplice, ma ovviamente non lo è.
Esiste infatti un preciso regolamento che disciplina questo sport e viene applicato alla lettera dagli impassibili giudici di gara.
Quello della monta da lavoro americana è un mondo abbastanza diverso da quello un po’ algido e riservato della monta inglese, sicuramente più sanguigno e colorato, ma non per questo meno tecnico.
Piuttosto è diversa l’origine: una nasce dalla tradizione equestre militare e ne eredita parte del formalismo, l’altra nasce dal lavoro dei cowboys negli sconfinati ranch americani e ne conserva il carattere scanzonato e un po’ guascone.
Occorrono cavalli capaci di stop e ripartenze brucianti, di virate brusche e fulminei scatti al galoppo, dotati di agilità e potenza incredibili.
Sono i Quarter, gli Appaloosa, i Palomino, i discendenti dei cavalli americani; sono come quelli che abbiamo visto tante volte correre nei film western. Morfologicamente meno slanciati dei loro cugini europei ed arabi, questi generosi animali scatenano in campo tutta la loro potenza ed eleganza.
Occorrono ovviamente cavalieri capaci di gestire ed indirizzare tanta potenza ed agilità, in grado di creare col proprio cavallo - e col team - un’intesa perfetta, rapidi ed efficaci nello svolgere ognuno il proprio compito.
Non guasta infine anche un pizzico di fortuna per riuscire ad individuare, separare e rinchiudere i tre capi assegnati.
Va da se che anche le gare sono alquanto rumorose, accompagnate dai muggiti dei vitelli e dalle urla di incitamento dei cavalieri, il tutto in un turbine di cappelloni svolazzanti, chaps frangiati, speroni stellati, zoccoli scalpitanti ed ovviamente tanta polvere.
Ci si ritrova al mattino, spesso dopo lunghi viaggi notturni con i cavalli al seguito, in tempo per le ultime istruzioni della giuria e si prosegue anche per tutta la giornata, per poi concludere, talvolta a tarda sera, con un’altrettanto rumorosa premiazione, magari attorno ad un barbecue, accompagnati da fiumi di birra e dall’immancabile musica “western”.
Poi il ritorno verso casa, non prima di aver accomodato il proprio amico nel box ed averlo accudito e foraggiato.
Un’altra settimana fatta di lavoro quotidiano ed allenamenti li attende.
Fino ai prossimi frenetici sessanta secondi.



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