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NAPOLI - "A' voce d'à cerca"

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Da secoli a Napoli, la devozione popolare si esprime in forme diverse, più o meno ortodosse.
Una tradizione ancora oggi viva vede le strade napoletane percorse dalle "paranze" dei “fujenti” o “battienti”, spesso con la forte presenza di bambini, vestiti di bianco e con sciarpe azzurre o rosse che, al suono di bande musicali, invocano il nome della Vergine e piccole donazioni in denaro.
Dall’alba della prima domenica successiva all’Epifania fino alla Domenica delle Palme non è raro ascoltare la fanfara di una paranza di fujenti intonare “a voce d’ à cerca” per le strade del quartiere. Questo secolare canto di questua è intonato dagli uomini-voce delle paranze nei quartieri popolari di Napoli e anticipa la famosa “Funzione” che precede il pellegrinaggio comunitario del Lunedì in Albis al Santuario della Madonna dell’Arco, che vede ogni anno migliaia di fedeli accorrere da ogni parte della Campania, ancora oggi spesso dopo lunghe camminate a piedi nudi.
Nel cuore antico di Napoli, nei quartieri popolari del centro storico e della città collinare, negli alveari di cemento della sterminata periferia che ha inglobato gli antichi casali, in migliaia di famiglie, i fujenti trasmettono, di generazione in generazione, la loro granitica fede nella Madonna dell’Arco.
La loro devozione non teme lo scetticismo, l’irrisione, la saccenza , di quanti si sentono al di sopra di questa forma di religiosità popolare così vistosa, totalizzante, irrazionale, tanto corporea e estatica, da risultare difficilmente comprensibile a chi rifiuta, a priori, la logica del cuore.
’A Funzione, sorta di prova generale del pellegrinaggio del Lunedì in Albis si svolge la mattina della Domenica delle Palme e vede le varie paranze al gran completo, con bandiere, stendardi, statua e banda musicale, rendere omaggio all’icona della Madonna dell’Arco, custodita e venerata nella più antica e maestosa edicola votiva del quartiere.
Ogni paranza sfila eseguendo la Pratica, una vera e propria coreografia elaborata per omaggiare la Madonna, provata a lungo durante l’anno da tutti i componenti.
La gestualità, i canti, le danze,la teatralità dei fujenti, sono frutto della contaminazione plurisecolare che fonde insieme la dottrina cattolica, i culti animistici, le religioni misteriche mediterranee, l’orgiasmo catartico dionisiaco, le pratiche penitenziali delle confraternite medievali dei vattienti, i riti greci e romani celebrati nei templi, sulle cui rovine sorgono oggi tante chiese della grande "Napoli Millenaria”.

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